Datore di lavoro e svolgimento diretto dei compiti di primo soccorso

L’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce indicazioni in merito allo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, di prevenzione incendi e di evacuazione ex art. 34, co. 1, D. Lgs. n. 81/2008.

L’art. 20, co. 1, lett. g) del d.lgs. n. 151/2015 ha modificato l’art. 34 del D.Lgs. 81/2008 ed in particolare ha abrogato il comma 1-bis, che consentiva lo svolgimento diretto dei compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, da parte del datore di lavoro, solo nelle imprese o unità produttive fino a cinque lavoratori, fermo restando l’obbligo di partecipare ai corsi di formazione previsti per addetti antincendio e per addetti al primo soccorso.
La citata modifica ha pertanto rimosso la limitazione introdotta, riconoscendo che anche nelle piccole imprese con più di cinque lavoratori la presenza di un datore di lavoro in possesso della formazione prevista per gli addetti antincendio e per addetti al primo soccorso costituisce un vantaggio ai fini della sicurezza.

L’Ispettorato nazionale del lavoro precisa che la facoltà concessa al datore di lavoro di svolgimento diretto di compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione (con l’esclusione delle realtà aziendali considerate comunque a rischio), non implica che lo stesso svolga i suddetti compiti da solo né che sia esonerato dal rispettare gli specifici obblighi previsti in capo al datore di lavoro.
Nello specifico, il datore di lavoro ha l’obbligo di designare i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza, di adozione delle misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi lavoro, nonché le misure per il caso di pericolo grave e immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva e al numero delle persone presenti; inoltre ai fini delle designazioni, il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell’azienda e dei rischi specifici dell’azienda o della unità produttiva. Pertanto, il fatto che il datore di lavoro, previa adeguata formazione, possa svolgere le attività sopra descritte, non comporta che operi in totale autonomia nello svolgimento di tali compiti, egli, infatti, si avvarrà dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure anzidette, che vanno designati in numero adeguato e sufficiente nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente.

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