COVID-19: chiarimenti per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, con circolare 27 marzo 2020, n. 6485, ha fornito chiarimenti sulla procedura da seguire qualora. a fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’impresa di pesca dovesse optare per l’arresto temporaneo dell’attività.

Il decreto Cura Italia per far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza COVID-19 e per assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, ha istituito un Fondo con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2020 per la copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti, per la copertura dei costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni su mutui contratti dalle medesime imprese, nonché per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca.
Tale misura non è da considerarsi, ai sensi della attuale e vigente normativa europea e nazionale, come misura di fermo obbligatorio ovvero volontario, ma trattasi invero di sospensione dell’attività economica dovuta a cause di forza maggiore derivati dall’emergenza sanitaria.
Nell’ipotesi in cui le misure emergenziali dovessero essere attuate mediante applicazione della procedura prevista per l’arresto temporaneo, gli armatori dovranno presentare agli Uffici marittimi di competenza una autodichiarazione di mancata effettuazione dell’attività di pesca per emergenza sanitaria, da inviare a mezzo posta elettronica certificata (o in mancanza, a mezzo mail ordinaria), entro le ore 24 del giorno precedente la sospensione delle attività.
In tale autodichiarazione dovranno essere indicate le unità in armamento che usciranno in mare e quelle costrette a sospendere l’attività per il giorno indicato. Per queste ultime l’armatore dovrà comunicare anche l’ubicazione dell’imbarcazione.
Gli Uffici marittimi dovranno costituire, per ciascun armatore, un fascicolo contenente le autodichiarazioni presentate dall’armatore predetto.
Ciascun armatore deve conservare tutta la documentazione dell’attività di pesca (a titolo esemplificativo e non esaustivo: VMS, corretta compilazione del giornale di bordo, dichiarazioni di sbarco, libretto dei consumi del carburante, documenti di trasporto, ecc.), che, una volta cessato il periodo di emergenza sanitaria, dovrà essere trasmessa ai competenti Uffici Marittimi ai fini di comprovare la veridicità delle autodichiarazioni.