RdC: esoneri e modalità di convocazione beneficiari

Con l’accordo raggiunto il 1° agosto in sede di Conferenza unificata tra Governo, Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali, sono stati fissati i criteri generali da adottarsi da parte dei servizi competenti in sede di valutazione degli esoneri e modalità di convocazione dei beneficiari del Reddito di cittadinanza, al fine di assicurare omogeneità di trattamento sul tutto il territorio nazionale.

Ai sensi dell’art. 4, co. 3, del d.l. n. 4/2019, possono essere esonerati dagli obblighi connessi alla fruizione del RdC le seguenti categorie di persone:
a) i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di 3 anni di età ovvero di componenti il nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti a fini ISEE (allegato 3 del decreto legislativo n. 159 del 2013). L’accordo specifica che in caso di obblighi di cura di figli minori di 3 anni di età, non può essere esonerato più di un componente del nucleo familiare; in caso di obblighi di cura di persone disabili o non autosufficienti, il rapporto tra il componente con carico di cura e il beneficiario della cura non può essere superiore ad uno ad uno.
In entrambi i casi di cui sopra, i componenti del nucleo familiare indicano il soggetto da esonerare in accordo tra loro. In assenza di accordo, la scelta del componente da esonerare è rimessa all’operatore del centro per l’impiego ovvero del servizio del Comune competente per il contrasto della povertà, tenuto conto della valutazione di occupabilità, con preferenza per il soggetto meno facilmente occupabile;
b) i lavoratori che conservano lo stato di disoccupazione in caso di svolgimento di attività di lavoro dipendente o autonomo da cui ricavino un reddito corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi (D.P.R. 917/1986).
A questo proposito l’accordo chiarisce che si dà luogo ad esonero quando il tempo impiegato nell’attività lavorativa sia superiore alle 20 ore settimanali, nonché quando il tempo di lavoro, addizionato al tempo impiegato per raggiungere il luogo di lavoro, sia superiore alle 25 ore settimanali;
c) coloro che frequentano corsi di formazione.
Tuttavia, con accordo in sede di Conferenza unificata, possono essere altresì identificate ulteriori fattispecie di esonero. In considerazione della specifica situazione, sonostate già individuate nell’Accordo in commento come esonerabili dagli obblighi di partecipazione a un percorso di inserimento lavorativo ai sensi dell’art. 4, co. 3 del d.l. n. 4/2019, connessi alla fruizione del RdC, le seguenti persone:
a) persone che si trovino in condizioni di salute, incluse le donne in stato di gravidanza, certificate da un medico competente, tali da non consentire la partecipazione ad un percorso di inserimento lavorativo;
b) persone impegnate in percorsi di tirocinio di cui all’Accordo tra il Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante “Linee-guida in materia di tirocini formativi e di orientamento” ai sensi dell’articolo 1, commi da 34 e 36, della legge 28 giugno 2012, n. 92″ del 25 maggio 2017 e alle regolamentazioni attuative regionali;
c) persone impegnate in percorsi di tirocinio di cui all’Accordo tra il Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante “Linee-guida per i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione” del 22 gennaio 2015 e alle regolamentazioni attuative regionali.
Si considerano altresì esonerati, i componenti il nucleo familiare di cui non si tiene conto nel calcolo del parametro della scala di equivalenza ai sensi dell’art. 3, co. 13 del d.l. n. 4/2019 (in stato detentivo, ovvero ricoverati in strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica, sottoposti a misure cautelari o condannati per taluni reati gravi).

Per quanto riguarda le modalità di comunicazione della causa di esonero da parte del beneficiario di RdC, queste variano a seconda che ciò avvenga prima o dopo la stipula del Patto per il lavoro o del Patto per l’inclusione sociale.
Nel corso del primo appuntamento e prima della stipula del relativo patto, l’operatore del centro per l’impiego ovvero del servizio del Comune dovrà verificare, insieme con il richiedente o altro componente, le eventuali ragioni di esonero degli altri appartenenti al proprio nucleo familiare, acquisire la documentazione necessaria a dimostrazione della sussistenza della causa di esonero e registrare l’informazione nell’ambito delle rispettive piattaforme presso ANPAL ovvero presso il Ministero del Lavoro.
Nell’ipotesi in cui la causa di esonero si manifesti in seguito alla stipula del patto, ed il beneficiario del RdC sia impegnato in una attività di politica attiva ovvero in un progetto di utilità collettiva o altra attività definita nei patti, questi comunica al centro per l’impiego ovvero al Servizio del comune con il quale ha definito il patto la causa di esonero entro 30 giorni dal verificarsi della stessa.
Qualora il beneficiario del RdC non sia impegnato in una attività di politica attiva, in un progetto di utilità collettiva o in altra attività definita nei patti, questi può comunicare la causa di esonero in occasione del primo appuntamento o contatto con i servizi competenti (centro per l’impiego e servizio del Comune), previsto nel Patto, successivo all’insorgenza della causa di esonero.
In entrambi i casi il beneficiario di RdC esonerato è esente dagli obblighi di cui all’art. 4, co. 8 del d.l. n. 4/2019, e sono sospesi il Patto per il lavoro e gli impegni che lo riguardano nel Patto per l’inclusione sociale eventualmente stipulati.
Il beneficiario di RdC esonerato dagli obblighi connessi al RdC, è tenuto alla comunicazione della cessazione della causa di esonero entro 30 giorni dal verificarsi della stessa.