Indebito pensionistico, l’irripetibilità sussiste anche in difetto del diritto alla prestazione

Secondo la disciplina dell’indebito pensionistico, infatti, l’irripetibilità delle somme è prevista anche nel caso in cui l’indebito si produca per mancanza del diritto a pensione e non soltanto in relazione al quantum della pensione.

La vicenda giudiziaria riguarda la domanda dell’Inps volta ad ottenere la restituzione di ratei di pensione di anzianità erogati ad un lavoratore che aveva cessato il proprio rapporto di lavoro subordinato e presentato istanza di pensione, ma il giorno successivo aveva ripreso a prestare attività subordinata con il medesimo datore. Dopo diversi anni, il lavoratore aveva presentato domanda di supplemento della pensione in godimento, in forza dei contributi versati successivamente al pensionamento; dopo i conseguenti accertamenti, l’Inps aveva revocato la pensione di anzianità. Ciò posto, la Corte di appello territoriale aveva dichiarato l’irripetibilità delle somme in oggetto in forza della normativa in tema di indebito previdenziale.
Contro la sentenza, propone ricorso per cassazione l’Inps lamentando l’inesistenza del titolo e del diritto a pensione, per cui i ratei indebitamente versati al pensionato erano da dichiarare ripetibili, dovendo applicarsi in via analogica la stessa soluzione che la giurisprudenza aveva individuato per il lavoratore licenziato che percepisca la pensione e poi venga reintegrato a seguito di dichiarazione di illegittimità del licenziamento.
Per la Suprema Corte, il motivo di ricorso è infondato. Secondo la disciplina dell’indebito pensionistico, infatti, l’irripetibilità delle somme è prevista anche nel caso in cui l’indebito si produca per mancanza del diritto a pensione e non soltanto in relazione al quantum della pensione. Inoltre, la medesima normativa non consente la ripetibilità dell’indebito in quanto manchi il dolo dell’interessato, al quale è equiparata l’omessa od incompleta segnalazione da parte del pensionato di fatti incidenti sul diritto o sulla misura della pensione goduta, che non siano già conosciuti dall’ente. Nella fattispecie era pacifico che l’Inps fosse stato messo a conoscenza della prosecuzione del rapporto di lavoro, poiché gli era stato regolarmente comunicato così come erano stati versati i relativi contributi.

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