La transazione novativa può escludere la pretesa dell’Ente previdenziale

La transazione novativa intervenuta tra datore di lavoro e lavoratore, relativa alle obbligazioni retributive gravanti sulla parte datoriale è inopponibile all’Ente previdenziale. Tuttavia, se in base all’accertamento compiuto dalla Corte di merito, la transazione inter partes ha eliminato dal mondo giuridico il pregresso accertamento giudiziale del rapporto di lavoro subordinato, che dell’obbligazione contributiva costituisce indefettibile presupposto, ciò esclude la pretesa sul piano previdenziale.

In sede di giudizio di appello, il giudice confermava la statuizione di primo grado che aveva rigettato la domanda di un lavoratore, volta ad ottenere la condanna dell’Inps al pagamento di somme derivanti dalla ricostituzione della pensione di vecchiaia, per effetto dell’accredito di contributi connessi ad un rapporto di lavoro accertato giudizialmente.
Il lavoratore ricorre così in Cassazione, la quale però ritiene i motivi infondati. Le parti in causa erano infatti addivenute ad una transazione, in esecuzione della quale il presunto datore di lavoro aveva corrisposto all’odierno ricorrente la somma di euro 10.000,00 “per puro spirito di liberalità ed al solo fine di evitare un danno all’immagine”, senza alcun riferimento al preteso rapporto di lavoro.
L’orientamento di Cassazione, al riguardo, prevede che, qualora sia intervenuta tra datore di lavoro e lavoratore una conciliazione giudiziale relativa alla definizione delle pendenze riconducibili alla cessazione ed estinzione del rapporto di lavoro subordinato sottostante, il negozio transattivo stipulato tra le parti ha natura novativa, sicché le somme dovute al lavoratore restano comunque disancorate dal preesistente rapporto e il relativo importo non può essere computato per il calcolo dei contributi previdenziali. In sostanza, seppur la transazione non possa avere ad oggetto il rapporto previdenziale che fa capo ad un soggetto terzo, con connotati pubblicistici, se la transazione ha eliminato dal mondo giuridico il rapporto di lavoro subordinato, che dell’obbligazione contributiva costituisce indefettibile presupposto, la pretesa dell’Ente previdenziale è insussistente.

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